Acquiescenza di una sentenza che cos'è?

Pubblicato il da Redazione

Una volta giunto al termine un processo, il Giudice emette la sentenza che potrà essere impugnata con un atto di appello se in primo grado, oppure si potrà fare ricorso in Cassazione se si tratta di una sentenza di secondo grado. Può verificarsi il caso che la parte ha un comportamento incompatibile con la volontà di contestarla, se ha dato seguito in tutto o in parte con quanto disposto dal Giudice nella sentenza, parliamo in questo caso di acquiescenza. La parte a cui è rivolta la sentenza può fare acquiescenza e accettare il provvedimento. Se la sentenza emessa è rivolta a più parti e una sola di esse farà aquiescenza allora l'effetto sarà rivolto solo ad essa.

L'acquiescenza può essere espressa o tacita:

1) è espressa quando la parte manifesta espressamente la volontà di accettare la sentenza. L'accettazione può essere compiuta anche dal difensore con mandato del cliente.

2) è tacita quando l'interessato pone in essere dei comportamenti da cui è facile desumere in maniera univoca il proposito di non appellare o proporre ricorso in Cassazione a secondo del grado di giudizio e cioè quando gli atti sono incompatibili con la volontà di avvalersi delle impugnazioni ammesse dalla legge.

E' fondamentale che il comportamento dell'interessato si deve riferire allo specifico rapporto oggetto della sentenza. Non costituisce acquiescenza il pagamento spontaneo della sentenza di condanna: infatti se il debitore paga potrebbe farlo solo per evitare un'esecuzione forzata o un pignoramento e decidere poi di impugnare la sentenza. Costituisce aquiescenza  tacita impugnare alcuni capi della sentenza e non altri per i quali si formerà acquiescenza.

 

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