Facebook: attenzione alla sezione dimenticata dalla privacy

Pubblicato il da Antonio

Anche prima dell'esistenza dei virus informatici e falle nei firmware, l'umanità si era da tempo accorta di quanto ogni progetto, anche il più minuzioso, portasse sempre con sé una qualche lacuna o dimenticanza in grado di compromettere l'intera architettura del disegno e di aprire le porte alla vulnerabilità più assoluta. Non fa eccezione Facebook, popolare social network la cui attenzione nei confronti della privacy e della riservatezza dei dati dei suoi utenti si è rivelata storicamente lacunosa e che si trova oggi nell'occhio del ciclone per via di una dimenticanza potenzialmente in grado di costare al sito un danno di immagine decisamente ingente. Stando alle recentissime scoperte (operate da individui che dispongo, evidentemente, di molto tempo libero) esisterebbe infatti una sezione di Facebook, denominata “citazioni preferite”, in grado di inficiare il lavoro di lucchettatura e controluchettatura operato fagli utenti più attenti al versante della privacy e di consentire così a terzi di accedere ad informazioni riservate, seppur in modo marginale rispetto all'effettiva portata di un intero profilo. Nella sezione “incriminata” vengono infatti raccolte le citazioni e le espressioni verbali preferite dall'utente durante la sua intera esperienza su Facebook e una sua mancata chiusura al pubblico comporta la possibilità di accesso a contenuti che potrebbero rivelarsi imbarazzanti, soprattutto se letti ad anni di distanza dalla loro effettiva creazione. Per ovviare all'inconveniente e chiudere la falla, della quale nessuno aveva mai sentito parlare, è tuttavia sufficiente accedere alle impostazioni del proprio profilo personale, selezionare al voce “le tue informazioni” e modificare le impostazioni relative a “citazioni preferite” sulla base della propria effettiva disponibilità a lasciare aperto l'accesso a terzi. Il danno, di per sé molto poco grave, risulta così ampiamente risolvibile, ma serve a testimoniare la farraginosità di un sistema talmente complesso e minuzioso da lasciare libero accesso ad errori e falle di sistema, esattamente come è sempre accaduto da quando l'umanità ha deciso di complicarsi la vita con progetti troppo articolati.

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