Reato di appropriazione indebita art 646 c.p.

Pubblicato il da Redazione

Chi procura a se o ad altri un ingiusto profitto, si appropria del denaro o di una cosa mobile altrui, della quale abbia, a qualsiasi titolo il possesso è punito in base all'art. 646 c.p. per Appropriazione indebita. Il reato prevede la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 1032,00 euro. Nel caso in cui il fatto è stato commesso da persona che possedeva il bene a titolo di deposito necessario è previsto un aumento della pena fino a un terzo (salvo aggravanti).

Il reato si prescrive in 6 anni senza tener conto di eventuali interruzioni. Come prevede l'art 157 del c.p. (V libro titolo VI del c.p.) stabilisce che, la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e 4 anni se si tratta di contravvenzioni. Tale di reato è punibile a querela della persona offesa, la querela va esercitata entro il termine massimo di  tre mesi decorrenti dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato.

E' prevista la procedibilità d'ufficio nei seguenti casi:

- il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario .

- ricorre taluna delle circostanze indicate nell'art 61 n.11, c.p. ossia il fatto è commesso con abuso di autorità o di relazioni domestiche o con abuso di relazioni di ufficio, di prestazioni d'opera, di coabitazione o di ospitalità.

Il reato di appropriazione indebita si consuma quando il soggetto che ha la disponibilità della cosa pone in essere un comportamento idoneo ad esprimere la volontà di appropriarsi del bene in maniera definitiva. Elemento soggettivo del reato è il dolo specifico che si esplica nella volontà e nella coscienza di appropriarsi del bene altrui procurandosi un ingiusto profitto per se ed altri ( il profitto non deve necessariamente essere conseguito).

 

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