Responsabilità dei sinistri causati da animali

Pubblicato il da Redazione

Una volta accertati a chi sono stati affidati i poteri amministrativi del territorio e di gestione della fauna il responsabile risponde in base all'art. 2043 del codice civile. La prova del danno subito e la dimostrazione del nesso causale tra la condotta e l'evento dannoso spetta al danneggiato secondo le regole generali stabilite nell'art. 2697 c.c.. Ci sono state sentenze in primo grado che hanno visto la condanna sia dell'ente provinciale sia della Regione fino ad arrivare in Cassazione per vedere condannata solamente la Provincia. Infatti la stessa Corte di Cassazione precisava che è importante individuare su chi grava il potere di controllo della fauna selvatica, se alla Provincia, alla Regione o entrambe. A questo punto bisogna prima richiamare l'art.14 L.1427/1990 sulle autonomie locali, che attribuisce alle Provincie le funzioni amministrative di protezione della fauna selvatica, dalla L.157/1992 si comprende chiaramente che la Regione ha una competenza essenzialmente normativa, mentre alla Provincia spetta una funzione amministrativa e di gestione del territorio di appartenenza. Inoltre le Province stipulano delle polizze assicurative per il risarcimento del danno senza espressa limitazione ai danni alle coltivazioni non altrimenti risarcibili, quando si parla di danni non altrimenti risarcibili, viene riconosciuto come ente gestore tenuto all'indennizzo e a stipulare la polizza  la Provincia. Detto questo la ''responsabilità aquiliana per i danni a terzi debba essere imputata all'ente, sia esso la Regione, Provincia, Ente parco, Federazione o Associazione, a cui sono stati affidati i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna, con autonomia decisionale in grado di svolgere l'attività in modo da poter amministrare i rischi di danni a terzi che da tali attività derivino''.

Non è sostanzialmente possibile riconoscere una responsabilità solamente sulla base dell'individuazione dell'ente cui le leggi nazionali o regionali affidano il compito di gestire e controllare il fenomeno del randagismo, ma occorre la prova, onere che spetta all'attore danneggiato in base alle regole generali, di una concreta responsabilità dell'ente, con una condotta omissiva, al mancato adempimento di tale condotta obbligatoria come ad esempio: vi erano costanti segnalazioni della presenza di animali sulla strada preposta all'ente e quest'ultimo non si era attivato per la cattura. ( Cass.n.18954/17).

 

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