Come impugnare un testamento per lesione legittima

Pubblicato il da di Redazione

Il testatore non è libero di lasciare i propri beni a chi vuole, deve sempre lasciare le quote di legittima, in favore dei parenti più stretti, figli, coniuge, genitori, altri ascendenti o discendenti se esistenti. Se all'apertura del testamento viene leso il diritto di un erede legittimario, esso va impugnato entro dieci anni dall'apertura della successione se si si dimostra che il testatore ha precedentemente donato a terzi beni del suo patrimonio riducendo il valore dell'asse ereditario oppure se il testatore ha lasciato la maggior parte dei beni a terze persone diseredando di fatto i legittimari. Dal giorno che si impugna il testamento, per lesione legittima, viene messo in discussione tutta la ripartizione dei beni effettuata dal defunto in vita e dopo la morte, in questo caso il giudice dovrà rivalutare tutto il patrimonio della successione in modo da ripristinare la propria quota di legittima lese dal testatore. Il giudice dovrà valutare anche le donazioni fatte in vita dal defunto che, avrebbero potuto ledere il patrimonio e quindi la quota legittimaria. Con l'azione di reintegrazione della quota legittima si andrà a richiedere la riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni lesive, la restituzione da parte dei beneficiari delle disposizioni o donazioni lesive e la restituzione da parte dei terzi acquirenti dai beneficiari delle disposizioni o donazioni lesive. Prima di avviare una causa per lesione di legittima, l'interessato dovrà esperire il tentativo di mediazione obbligatoria.

 

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