Successione,apertura

Pubblicato il da di Redazione

L'art 456 c.c. stabilisce che ''la successione si apre al momento della morte  nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto''. Con l'apertura della successione, viene deciso il termine prescrizionale per l'accettazione dell'eredità, la capacità di succedere agli eredi, il valore dei beni ai fini della collazione o della determinazione della quota disponibile, il foro competente per eventuali cause ereditarie, il Tribunale competente a conservare il registro delle successioni. All'apertura della successione, le persone che per legge o testamento verranno alla successione sono definiti chiamati. Quest'ultimi individuano all'interno altre sottocategorie: i vocati ed i delati. Un soggetto è vocato alla successione quando è designato per legge o testamento alla successione ma non ha ancora maturato la facoltà di accettare o rinunciare, ad esempio il legittimario preterito, i rappresentanti dei nascituri, i chiamati ulteriori; essi nonostante non possono accettare l'eredità sono tutelati dall'ordinamento con un'aspettativa di delazione che si concreta nei diritti di: nominare un curatore dell'eredità, di rimuovere dei sigilli o richiedere la formazione dell'inventario. I delati alla successione sono i soggetti che oltre ad essere  vocati alla successione hanno il potere di acquistare e rinunciare ai beni mediante accettazione o rinunzia all'eredità e sono titolari dei poteri elencati nell'art.460 c.c.: esercizio delle azioni possessorie, il compimento di atti conservativi, di vigilanza e di amministrazione temporanea, l'autorizzazione alla vendita dei beni che non si possono conservare o la cui conservazione importa grave dispendio. Secondo quanto diposto nell'ultimo comma dell'art.460 c.c. il chiamato non può compiere gli atti indicati nei commi precedenti, quando si è provveduto alla nomina di un curatore dell'eredità a norma dell'art.528 c.c.

 

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