IL compromesso firmato da un solo coniuge è valido?

Pubblicato il da di Redazione

La legge in generale, vuole che tutti i comproprietari manifestano il consenso alla vendita di un bene mobile o immobile, in sostanza il trasferimento della proprietà può avvenire in quanto sia stato voluto da ciascun soggetto che vanta diritti sul bene venduto. Praticamente per vendere un bene sia esso mobile che immobile ci vuole il consenso di tutti i comproprietari.

Ora nel caso di una vendita immobiliare da parte di un marito e una moglie in regime di comunione legale, se la firma apposta dal solo marito o moglie sull'atto è valido, seppur viziato dall'assenza del consenso dell'altro coniuge, resta efficace se il comproprietario non lo impugna, l'impugnazione deve avvenire entro un anno. Quindi, considerando la vendita di un immobile senza il consenso dell'altro coniuge la vendita è valida ma l'altro coniuge può convalidare l'atto se lo ritiene vantaggioso oppure richiedere l'annullamento.

Dall'altra parte l'acquirente che ha acquistato casa non può richiedere l'annullamento della vendita, perché questa azione è concessa soltanto all'altro coniuge che non ha espresso il consenso, né può richiedere la risoluzione del contratto come se avesse acquistato da chi non è proprietario, però se l'altro coniuge ottiene l'annullamento potrà avanzare una richiesta di risarcimento del danno.

Se invece il compromesso è stato firmato da un solo coniuge l'atto è valido, fermo restando che l'altro coniuge può impugnarlo entro un anno o decidere di convalidarlo con una dichiarazione espressa.

 

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